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La granita - (testo di una canzone) -

Ma chissà perché io mi ricordo ancora
di quella mattina d'estate
la maglietta mille righe sopra
le mie braccia nude,
don Totò mentre fischiava forte
noi ragazzi a prendere granite
ma la mia com'era amara e quelle lacrime
non sono mai finite...
Ma chissà se ti ricordi ancora
di quel treno e la sua luce viola
con la faccia stretta stretta
dietro le tendine,
nella notte che cresceva piano
case e colli come in un presepe,
dondolandomi mentre guardavo
le valigie sopra quella rete...
E la sera poi, arrivati a Roma
quand'"era (...) l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core
lo dì ch'han detto ai dolci amici addio",
tutto ciò , lo sai, si può provare
sì, però non lo sapevo dire
ma però me lo ricordo ancora
che non volevo giocare.
Poi ricordo la mia prima neve
con la febbre dietro le vetrine
a guardare voi ragazzi ridere
e correre in cortile,
quella vita che cresceva piano
ora invece vola via veloce
se la prendi tra le mani scivola
e dà a ognuno la sua croce.
Ora perdonami, grande fratello,
io non ti volevo rubare
quell'affetto che tutto il mondo
non ti ha saputo dare,
ma ora che c'è il cuore duro
e ci vorrebbe un po' d'amore
più che scriverti questa canzone,
dimmi, cosa posso fare?
...
Ma chissà perché io mi ricordo ancora
di quella mattina d'estate
la maglietta mille righe sopra
le mie braccia nude,
don Totò mentre fischiava forte
noi ragazzi a prendere granite
ma la mia com'era amara e quelle lacrime
non sono ancora finite...

 

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