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Sogno d'Estate

Vestita di sole e d'acqua
che lambisce la battigia
è la pelle,
ma Lei è pure la luce dei pensieri.

Naviga solitaria
fra azzurri cieli che splendono
nei riflessi degli occhi
e il calore dei ricordi, raccontano di te...

Vedo un'ancora...
È la tua mano ferma che mi accoglie
tutta quanta raccolta,
non sento il dolore ma brucio.

Sorbo in silenzio i brividi
che suggellano i nostri timidi incontri
aspettando l'Estate
per vivere la nostra passione in un sogno.

 

l'autore Sabrina C. P. ha riportato queste note sull'opera

La poesia è stata composta a quattro mani con l'amico Giuseppe Bellanca


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5 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Breus il 29/12/2014 19:13
    Poesia molto bella.
    Si respira il trasporto nei ricordi. Ricordi che dalle immagini si trasportano nelle sensazioni. Ricordare avvenimenti, immagini è semplice, ma ricordare sensazioni è difficile, quasi impossibile. Come ricordare il dolore. Facilmente si ricorda il fatto non il dolore e/o il piacere. Il poeta invece riesce a ricordare dette sensazioni, abbinandole ai momenti e alle immagini così ricordate.
    Nella terza strofa " Vedo un'ancora...
    È la tua mano ferma che mi accoglie
    tutta quanta raccolta,
    non sento il dolore ma brucio.
    Si nota una forma di sottomissione "È la tua mano ferma che mi accoglie tutta quanta raccolta" lo stato di passività del poeta è evidente, come atto di donazione e sottomissione, in attesa di ricordare e fermare sensazioni da questo stato. Nel ricordo
    Il poeta "Sorbe" ciò che dona lo stato di prostrazione riverente al compagno. Il ricordo, infine sfocia nel desiderio che la porta ad una futura estate per rivivere le passate emozioni.
  • Anonimo il 29/12/2014 19:06
    Poesia molto bella.
    Si respira il trasporto nei ricordi. Ricordi che dalle immagini si trasportano nelle sensazioni. Ricordare avvenimenti, immagini è semplice, ma ricordare sensazioni è difficile, quasi impossibile. Come ricordare il dolore. Facilmente si ricorda il fatto non il dolore e/o il piacere. Il poeta invece riesce a ricordare dette sensazioni, abbinandole ai momenti e alle immagini così ricordate.
    Nella terza strofa " Vedo un'ancora...
    È la tua mano ferma che mi accoglie
    tutta quanta raccolta,
    non sento il dolore ma brucio.
    Si nota una forma di sottomissione "È la tua mano ferma che mi accoglie tutta quanta raccolta" lo stato di passività del poeta è evidente, come atto di donazione e sottomissione, in attesa di ricordare e fermare sensazioni da questo stato. Nel ricordo
    Il poeta "Sorbe" ciò che dona lo stato di prostrazione riverente al compagno. Il ricordo, infine sfocia nel desiderio che la porta ad una futura estate per rivivere le passate emozioni.
  • Ezio Grieco il 14/07/2014 15:52
    .. a rieccoti Sabry, ma dove ti eri... nascosta?
    A quattro mani con il Bellanca che vor dì?... a mani intrecciate?
    Comunque, sai che non leggo, o leggo mal volentieri le "poesie" d'amore, tranne quelle scritte da te e dalla cara Margherita; siete le uniche a non essere banali nello scrivere d'amore.
    Un abbraccio anche al Giuseppe.
    smak
    cl
  • roberto caterina il 14/07/2014 15:11
    Mi piace molto: è piena di passione, un sogno bello e non banale...

5 commenti:

  • Sabrina C. P. il 31/12/2014 16:17
    Ciao Breus
    Non te l'avevo mai detto ma io non sono vera... Sono un clone
    Bella!! la tua poesia breve
    e tanti auguri da parte mia e dal Parodi (C. P.)
    Ogni bene!
  • Anonimo il 29/12/2014 06:04
    Parole che si vedono, cosi mi piace dire leggendo una poesia ricca di emozioni, grazie.
  • Sabrina C. P. il 28/12/2014 21:10
    Estendo il complimento a Giuseppe. È con lui che ho scritto la poesia a quattro mani
  • Nicola Lo Conte il 28/12/2014 21:08
    Molto suggestiva, con immagini delicate e garbatamente passionali.
    Brava...
  • Caterina Russotti il 14/07/2014 13:22
    Un sogno d'estate racchiuso nel cuore di chi l'ha vissuto in bellissimi versi.. davvero molto bella

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