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Ricordando Edgar Lee Masters

Qui in un vecchio cimitero di campagna
abbandonato dove par assente la pietas
che ai morti porta un amorevol sguardo
qui dove regnan solo rovi sterpi ed erbe
quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo
con scure lapidi dal tempo nemico fessurate
niente si legge fuor che ad un occhio attento
su una questa consunta giallo scolorita scritta
il resto eroso cancellato :... a sedici anni morta!
Io cara fanciulla dal nome sconosciuto
di te tanto più di te vorrei sì altro sapere
oltre l'attimo di tempo breve cui la vita un dì
poi spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta
tua anche se il vento che l'erbe muove sembra
con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
perché il voler saper? Sol morti e muti siamo
e quindi il tuo saper sia solo questo: taccio
rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
poi coglie e con amor in silenzio tremando lì depone.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 23/07/2014 09:34
    UN MAESTRO NELLE DEDICHE IN VERSI... IL MIO ELOGIO GIUSEPPE...

4 commenti:

  • Paola Reda il 03/08/2014 18:20
    Riesco solo a dire: splendida, delicata ma soprattutto rispettosamente dolce.
  • loretta margherita citarei il 23/07/2014 04:13
    CHE DELLA DEDICA, BRAVO,è un'autore che ho letto volentieri
  • Anonimo il 22/07/2014 14:42
    Commento anonimo di Ellebi.
  • Anonimo il 22/07/2014 14:40
    Ricorderai anche tu i vecchi cimiteri addossati alle chiese, abbandonati a causa delle leggi napoleoniche, che tuttavia ancora a lungo restarono ai loro posti, prima che venissero finalmente evaquati, dopo la fine della seconda grande guerra. Anzi, in certi borghi di montagna, sulle Dolomiti nostre, ancora ve ne sono, e a visitarli, ancora smuovono il cuore a una tenera mestizia. (non quelli militari che sono al contrario curati assai). Ecco dunque cosa mi ricordano i tuoi bei versi, prima ancora di E. Lee Masters, che fù poeta grandissimo e inimitabile. Ci tengo a dire in questa occasione che non possiamo capire l'America, neppure quella di oggi, senza tener conto della poesia sua e di quella di W. Withman. Ma tornando alla tua poesia, immagino che quello da te descritto sia uno di quei cimiteri di cui sopra accennavo, che davvero, tanto più sono abbandonati e vecchi, tanto più suscitano, in chi li visita, un sentimento vivido, e vorrei dire di stupore, verso il mistero della morte. Come tutte le tue poesie, anche questa molto bella, un saluto.

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