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Verba volant

Devo scriverti
per non parlare,
lasciare il segno
di instabili momenti
per poi lanciare
l'aereoplanino
sulle vostre teste
planando in sfregio.
E se non scrivo
allora urlo,
nell'attimo che voglio
e non e' il vostro.
Scrivo amore
e non potrei,
come un giuramento
l'obbligo a non dirlo.
Ma io respiro
e poi sospiro
e do' di tacco
alle scritte promesse
" io ti prometto
che ti amero'
fino a quando
non amero' un altra"

 

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3 recensioni:

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  • cristiano comelli il 06/08/2014 18:03
    Concordo con le sue buone intuizioni, credo che urlare sia in qualche modo uno scrivere, uno scriversi. a volte urlando in se stessi si mettono a fuoco maggiormente concetti che poi si rendono a se e al proprio prossimo in modo appunto poetico o anche in prosa. Complimenti quindi a lei.
  • Anonimo il 06/08/2014 14:30
    Le parole facilmente si dimenticano, per chi non le assegna valore e profondità. L'autore le utilizza come incontrovertibile strumento di sentimentale espressione, accompagnando riflessioni introspettive che raccontano le emozioni provate. Testo piaciuto!
  • roberto caterina il 06/08/2014 09:58
    per fortuna, a volte, le parole volano acquistando leggerezza...

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