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Il giardino delle rose di pietra

Nel giardino degli usignoli perduti
anche il canto delle rose è di pietra

il vento asciutto del deserto che le accarezza
le sbriciola

nel pozzo dei nostri occhi
cingoli di carri armati
non vi è più lacrima
che le disseti

via cavo
dovrei riparare questo mio vecchio televisore prima che mi dia realtà di una buona notizia

e
chiudere definitivamente le finestre dell'ascolto e vivere soltanto di me festeggiandomi di bocca in bocca

 

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7 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 10/08/2014 23:40
    Una poesia che prende per mano la realtà odierna... nel tuo carisma e nel tuo pensiero che si fa poesia...
  • Anonimo il 10/08/2014 08:25
    Urka... un incipit che mi ha conquistato... potrei fare a meno di continuare che la poesia già è nelle mie corde... poi continuo a leggere ma questa è la recensione dei primi due versi, molto evocativi, surreali nella loro originalità...

7 commenti:

  • Chira il 10/08/2014 10:22
    La prima tua poesia che io leggo e che mi porta tristezza. Rose di pietra... usignoli perduti... che splendide immagini Vincenzo! Grazie.
    Chiara
  • Anonimo il 10/08/2014 09:56
    una realtà descritta in versi di poesia come solo tu sai fare é sempre un piacere leggerti caro vincenzo ne approfitto per farti gli auguri per un buon ferragosto ti abbraccio
  • Anonimo il 10/08/2014 09:04
    vero... aggiungo poesia... se scriviamo a quattro mani battiamo il resto del monod, Cap!
  • Vincenzo Capitanucci il 10/08/2014 08:55
    Ottimo Giacomo... la parola bacio era stata abolita ed anche la poesia... e il bel canto..
  • Anonimo il 10/08/2014 08:49
    o. k. vincenzo... da un'idea estratta dal web... farò ancor più bella figura... ahahaha... ecco il racconto completo, l'ho già archiviato...
    Il giardino degli usignoli perduti
    E così nacque il giardino degli usignoli perduti, nel quale si udivano solo cigolii di carri armati e scoppi di bombe... il giardino era diventato un deserto e nemmeno gli israeliani riuscirono a farci nascere un fiore, o un frutto. Nascevano solo televisori con il canale bloccato sulle cattive notizie dal mondo... le rose erano di pietra e i petali si sgretolavano al vento della guerra. La parola bacio era stata abolita, e anche bel canto.
  • Vincenzo Capitanucci il 10/08/2014 08:44
    eh sì è già un bel racconto... no Giacomo... non citarmi... al massimo.. da una emozione che passava nel Web...
    ...
    nascevano solo televisori.. come uomini... con il canale bloccato..
  • Anonimo il 10/08/2014 08:35
    geniale l'idea di riparare il televisore, ma servirebbe una magiua... e poi ancora la chiusa stupenda, chiudere le finestre dell'ascolto festeggiandomi di bocca in bocca.
    Ho deciso... prima o poi prenderò le tue poesie e mi metterò a leggerle prendendo uno spunto qualsiasi... e poi, dai flash poetici estratti costruirò racconti in cinque righe... non importa dove andranno a parare, magari saranno surreali... come quel giardino degli usignoli perduti nel quale si udivano solo cigolii di carri armati e scoppi di bombe... il giardino era diventato un deserto e nemmeno gli israeliani riuscirono a farci nascere un fiore, o un frutto. Nascevano solo televisori con il canale bloccato sulle cattive notizie dal mondo... ecco, è già quasi un racconto, mo me lo copio... mi dai il permesso, Cap?... nelle note potrei dire: da una poesia di V. Capitanucci... holahola

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