username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

E spero solo che ritorni

Scelgo la terza delle sedici case
e vengo a cercarti, con le mani in tasca
e un vuoto che si fa sempre più atroce,
proprio qua, tra lo stomaco e il petto.
E anche se non sono bravo a prendere la mira,
e quello schifo di racconto lasciato a metà
non mi lascia neanche il tempo di respirare,
provo a farmi coraggio con un ricordo a forma di elle,
sperando che il futuro si innamori di te finalmente.
Ti scriverei, se solo ci fosse un po' più di luce quaggiù,
invaderei quella stanza che fino a ieri era solo nostra,
e poi ti leggerei le frasi più belle.
Non come adesso, ché c'è un silenzio
che scavalca i secoli, e cammino piano
perché non so più da che parte sta il verso giusto.
Potrei fidarmi del caso per una volta,
lasciare qualche indizio sulla terra smossa,
giocare a scegliere la rotta migliore.
Ma non sono mai stato per mare,
e anche se tu ami l'acqua so che non è là
che potrei trovarti adesso. Sei più lontana,
da qualche altra parte. E se ti perdessi per sempre?
Sei agile, potresti aver fatto mille chilometri in un solo giorno,
ma sono nato storto e continuo a cercarti
tra le rampicanti che hanno invaso i muri.
Ogni tanto prendo e scavalco, come un pupazzo a molla.
Penso a chi s'è messo in marcia da anni
e non è ancora arrivato da nessuna parte,
stringo i pugni e affronto le discese a denti larghi.
Senza slancio, frenando. Giocare con le pietre
a centrare un vecchio pozzo mi sembra di gran lunga più sensato
dello sprecare energie a rincorrere un miraggio,
eppure tendo i nervi, non mi arrendo.
Mi manchi, non riesco a stare fermo un secondo.
Devo capire che strada hai fatto per ridurti in questo stato,
peggio di una larva. Proprio tu,
che mi dicevi che non esistono i fantasmi.
Poi, scusa, non vedo con chi potrei venire a patti,
se non con la gentilezza di un tuo sguardo.
E voglio vedere se hai imparato a baciare nel frattempo.
Ho spezzato due rami secchi, poi gli ho dato fuoco.
In tuo onore, con l'inchino più sincero di cui sono capace.

E mi sento incerto sotto un sipario
che sta calando a una velocità tripla,
come avessero tutti fretta di andarsene chissà dove.
Provo a dire le due parole che so a memoria,
ma ho perso la voce, non riesco neanche

12

4
0 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 18/08/2014 17:17
    Sono versi questi che non si può nemmeno immaginare di scrivere usando la fantasia... sono situazioni esistenziali da provare, da vivere, e non è detto che nascano sempre poesie tanto belle... quel che mi dà soddisfazione è che è una mia vecchia teoria che trova conferma in questa poesia coloquiale, una teoria nemmeno tanto originale e cioè che la malattia d'amore, o la lontananza, o la sofferenza fanno nascere nostalgie, dolori, rimpianti e quant'altro ma anche pensieri stupendi che se opportunamente trasformati in versi possono creare vera poesia. holahola.

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0