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L'autoritario non-amore

Nel labirinto dell'ignoto
io mi domando dove la ragione sta,
Neppur percepiamo i lineamenti del vuoto
e pensiamo disonesti che tutto sia realtà.

Un dì lo sentii chiamar abbandono,
poi affetto o tenerezza,
e per la confusione presi una qualsiasi mano
portando a casa la mano gelata come unica certezza.

Quando vi è di mezzo l'aperta prima vocale
perché ci si nutra del particolar frutto di bosco,
allora sembra reato, violenza carnale,
invocar l'altezzosa figura ch'io ancora non conosco.

Gli occhi gelati per chissà quale arcano motivo,
la carezza spesso si posa muta e ricca di vizio,
il respiro rende il suo spiccato senso inattivo... e poi...
è colpa dell'amore che pretende la totale cecità

al capo servizio

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 23/08/2014 13:30
    Profondo ed espressivo verseggio... SERENA SETTIMANA GIULIA.

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