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Il nostro dolore

Vedi, se anche adorezzasse sulle tue guance
miti come per miracolo in un solo spiccato
bàtter di ali, la rugiada che ruscella ora
dai miei occhi (ancorché silenzioso,
dolore più vivo d'una falena danzante, dal
primo raggio furtivo, dopo la dolce notte,
di ala in ala lesta trapassata), tu, che forse
per consolarmi ancora sciorini pallide parole
che neppure pensi, tu tuttavia non mi
capiresti, perché queste lacrime son mie,
perché questo dolore che provo è tutto mio, e
anche quando per ventura tu lo volessi, mai una
una sola parte potresti prenderne, per regalarmi
d'un sorriso non meno d'un petalo di rosa. Vedi,
neanche tu basti. Nessuno può comprendere
nessuno. Siamo ciechi, io e te. Mi vuoi bene,
dici, ma è tutto inutile. Già mentre vado via
so che tu non ti volterai per cercarmi tra la folla,
come in un guscio di lumaca chiusa in te stessa
è come il mio il tuo dolore, irredimibile.

 

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4 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Anonimo il 25/08/2014 21:00
    Caro Antonino bella poesia indubbiamente ma ahime' mi ha molto rattristato sentirti dire che usi la poesia come artifizio e non come perle di emotivita'. Sembra che le tue belle parole smettano di cantare. L'attimo fuggente e' colto da poesia... la costruzione e' orpello e gioco che abbellisce ma la ricchezza e' nel cuore. Sono certa che non puo' essere quel che dici... o almeno non voglio crederci per continuare ad amare la tua poesia. Visto che Francesco e' pure amico mio sarebbe cosa carina non tirarlo in ballo senza motivo e... caro Giacomino il mio amico e nipotino acquisito con tanto affetto di nome Francesco non gli manca nulla. La letteratura e' un cammino pieno di " cocci aguzzi di bottiglia " e il mio amico con umilta' si lacera i piedi e cresce e crescera', di sicuro non manca di sicerita'. Scusate l'intromissione nella discussione condominiale ma Franci e' Franci...
  • frivolous b. il 25/08/2014 14:26
    è una poesia tristissima che ti prende, e ti strazia, come una tenaglia...
  • Anonimo il 25/08/2014 10:34
    Una gran bella poesia, fuor di dubbio... un po' troppo costruita, anche se in maniera mirabile... ma forse è pure un pregio, quello, da vero poeta... per il mio sentire, il valore che i versi acquistano in questo modo perdono un cincinino, si dice a Milano, in immediatezza, spontaneità... bravo Antonino.
    P. S. sul contenuto io credo ci sia esagerazione... vedrai quante belle cose ti succederanno nella vita... sennò datti da fare con la legge 626... posso chiarire, se vuoi... eheheheh,,, ciaociao
  • Rocco Michele LETTINI il 25/08/2014 10:05
    Proprio irrecuperabile questo affetto tanto lacrimato... Dal profondo del verso una toccante realtà... FELICE SETTIMANA ANTONINO E POSTI PIU' SPESSO...

4 commenti:

  • Anonimo il 25/08/2014 21:01
    Sono Silvia LEUZZI sono uscita anonima ciaon
  • frivolous b. il 25/08/2014 15:38
    ... Io manco, di certo, di: egocentrismo, vanagloria, manie di protagonismo, ipocrisia, disonestà intellettuale... tutte "qualità" che invece nel nostro caro buon vecchio Jack non mancano di certo... PS: ciò che non mi manca invece è la memoria... lo so caro jack gli italiani in genere, soprattutto su 'sto sito, pare, non ricordino dalla bocca al naso... ma sai com'è c'è sempre un'eccezione che conferma la regola!
  • Anonimo il 25/08/2014 10:59
    Ma certo, Antonino...è evidente... la struttura delle tue poesie si complica di anno in anno... e probabilmente si valorizza, certo... per la 626 basta che tu legga il mio breve racconto Le donne delle calze... leggi e desumi come la vita possa pure essere bella... eheheheh... francesco non i è antipatico, è uno che manca di molte cose... ahahahah... ma io raramente escludo persone... magari le mando a cagare, ma l'indifferena mai, la combatto da 50 anni. holahola.
  • Antonino R. Giuffrè il 25/08/2014 10:51
    ... caro Giacomo, per me la scrittura è artificio, gioco di parole, costruzione, ne segue che non scriverò mai in modo spontaneo, anzi, più passa il tempo e più complico la struttura sintattica dei miei pseudolavori, a scapito, probabilmente, di una spontaneità, di una immediatezza, comunque irraggiungibili a parole. Quale sarebbe 'sta legge 626? fermo restando che chi scrive e chi dice 'io' nell'organarsi della diegesi poetica sono persone diverse... io non sono come il mio amico Francesco... quello che non ti sta molto simpatico eheheeeh

    Grazie Rocco, vedrò di accontentarti. Un caro saluto.

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