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Come meteora che s'abbandona

Mi volto e nel vuoto cado
come meteora che s'abbandona
alla Gravità d'ogni succedersi
d'azione.

Mi volto ed io col mio occhio
cado,
come peso che il color vuol levarsi,
fastidioso apparir allucinatorio.

Dormo e forse scivolo e cado
come fanghiglia densa e viscida
che tutto ingloba
e nulla da lì ritorna.

Semi-coscienza e viscida visione
fastidiosa come una mosca sul naso
per la pelle
ed il fiato.

Libellula vibra forte
con le sue ali un giorno Ragno,
ed io mi infastidisco ancora
a pensar ad un tavolo di zampe.

Nere e di distorsione,
Una, due, tre,
libellule
si moltiplicano, poi raddoppiano e son
sei, trentasei, milleduecentoventinove
come un puzzle in tre dimensioni
che si distrugge.

Mi prude il naso.

Mosca come un punto fisso,
un amico nuovo.

L'imperiosa e frustante
carcassa di corpi ormai uniti
s'imbattono contro il mio sonno
ed io vibro al loro pestare,

vibro per non morire.
Le formiche mi divorano,
le api s'infilano nelle mie orecchie,
vespe assassine muoiono uccise
dal mio palmo.

Semplice fastidio,
nessuno mi saprà nuovamente
insegnare

a respirare.

Mi avverto e,
come meteora che s'abbandona,
Cado

 

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1 recensioni:

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  • frivolous b. il 02/09/2014 14:18
    molto noir... ed è resa perfettamente questa sensazione di "caduta"... brava, perfetta!

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