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Per un sogno impossibile

Ci sono giorni tristi in cui l'unica cosa da
fare è, su una verde panchina di aghi,
alle tortore sciolte dal cielo, lo star
fermi come su un abisso a guardarle,
una a una nei colori e per le plastiche ali,
mentre affamate a gruppi (di tre o di
quattro) su lordi bozzali desiderose di
grano e miglio vanamente s'affannano,
come in testa s'affannano vanamente
sino a rincorrersi, i pensieri, di te e di lei,
di quel vostro irreale ma più vero cercarsi,
nel buio indivisibile. E poi gaie le vedi, le
tortore in volo, per il cielo inazzurrato.
E poi, quasi di lasciare la panchina ti
verrebbe e partire per un sogno impossibile.
Però lì fermo tu resti, a sanguinare sugli aghi.

 

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5 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 05/09/2014 22:38
    " Mi son seduto su la panchetta
    Come una volta... quanti anni fa? " così canta Giovanni Pascoli per iniziare a parlare della sua malinconia d'amore. La panchina è propria degli innamorati. Tutte le iconografie rappresentano due stilizzate figure unite in un abbraccio. Ma la panchina è anche quell'oggetto statico che può allegoricamente essere considerata l'obbligatoria sosta del pensiero. " Ci sono giorni tristi " dice il poeta e questo spaccato temporale è l'incipit. La tristezza obbliga il corpo a fermarsi, gli toglie le forze, la gioia adrenalinica. Allora gli occhi vagano e captano l'essenza di quel che è intorno. Ritorna allora " l'abisso "o meglio il buon vecchio Infinito. Leopardi nei suoi celebri versi dice: " ... Ma sedendo e mirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo, ove per poco
    Il cor non si spaura... "
    La paura di gettarsi nell'abisso, nell'infinito è la catena che ci mena al fondo del mare. I sogni sono le sirene delle quali è bello sentire il canto, ma solo se si è ben legati all'albero maestro. Le tortore diventano i tanti sogni svaniti nel cielo del nostro tempo mortale.
    L'impossibile, compagno d'armi dei poeti, non può che ferire con la sua lama tagliente al pari degli aghi di un pino.
    Ora caro il mio Nino è probabile che troverai idiota quanto ti ho scritto, ma mi è piaciuta leggerla così. Molto bella, corposa... Insomma " na poesia " ahahhahhah

    Ciao ciao
  • Rocco Michele LETTINI il 05/09/2014 07:43
    PARTIRE PER UN SOGNO IMPOSSIBILE IN CUI TROVARE SPAZI IN FIORE, FARFALLE IN VOLO... E CAMMINARE MANO NELLA MANO CON LA REGINA CHE RIEMPIE I PROPRI SENTIMENTI... DALLA TRISTEZZA ALLA DOLCEZZA SOGNATA... IN UNO STRAORDINARIO POETAR... BUONA GIORNATA

5 commenti:

  • Anonimo il 05/09/2014 22:39
    Ciao sono Silvia so uscita anonima ahahhh
  • Anonimo il 05/09/2014 22:38
    Ciao sono Silvia so uscita anonima ahahhh
  • AlfaCentauri il 05/09/2014 12:20
    La renderesti migliore, a livello poetico, se curassi di più il taglio dei versi... Ciao!
  • gianni castagneri il 05/09/2014 10:31
    significativa! guardare la felicita' degli altri!
  • Anonimo il 05/09/2014 08:25
    Che bravo che sei. Dimmi, mangi pane e poesia?

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