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Quindici / diciotto

-sentinella, quanto resta della notte?-
stanotte
la luna è piena e illumina quasi a giorno
la trincea, sempre più vuota di voci e volute azzurrognole
qui, la guerra empie il vallo e le nari di polvere e disperazione
dipinta, negli occhi che han paura di guardare il cielo
ai primi chiarori, s'appalesa la nera sovrana
ritirando il suo greve e freddo zendado
raccogliendo, il tributo di anime affastellate sull'ara
della lucida follia dei potenti
sempre, per sempre sarà così con gli scarponi nel fango
seccati
da un sole che morde come il piombo cieco
ancora
afone parole si perdono nella valle bionda di grano
non si perde, la speranza di scrivere Vita
basta guerra... e
basta
fermatevi...

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 27/09/2014 07:37
    Partendo dal passato, un monito che guarda al futuro. L'uomo non cambia mai purtroppo ma è giusto tentare. Bravissimo.

1 commenti:

  • Ellebi il 27/09/2014 00:20
    Un secolo ormai è trascorso da quella guerra che non casualmente fu denominata "la grande guerra", e ancora desta ricordi e quindi rievocazioni: fu un immane massacro, e suscita ancora tanto orrore da ispirare poeti e scrittori che non l'hanno vista ma ne hanno sentito parlare e ne hanno letto, e le loro rievocazioni, come quella qui presente, sono piene di timore che il futuro ci possa riservare simili cose. Ottima poesia, complimenti e saluti.

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