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Non calpestate chi è in ginocchio

Lasciatemi il silenzio
di un fiume inaridito
perché io possa
non sentire più
le grida di chi muore
in fondo al mare.

Mi coprirò le orecchie
con le mani di chi
tende le braccia
verso il cielo
implorando salvezza
e il calore di un abbraccio.

Chiuderò i miei occhi
per vedere se esiste
nel buio più assoluto
un mondo senza odio
disprezzo e povertà.

Proverò a camminare
ad occhi chiusi e nel silenzio
per incontrare chi si è perso
e non riesce a ritrovarsi.

Siamo tutti figli
di un mondo senza pace,
tutti nati tra gioie e sofferenze,
può cambiare il colore della pelle,
ma il cervello e il cuore
son gli stessi e ci rendono fratelli.

Non calpestate chi è in ginocchio,
non sputate in faccia ai disperati
voi che vi credete semidei
e siete solo il vostro sputo
che ritorna indietro.

Aprite le braccia e stringete forte
al vostro petto
bambini scalzi e infreddoliti,
asciugate le lacrime di donne
senza più forze e dignità
e coprite con parole nuove
le spalle di uomini
senza più speranze.

 

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1 commenti:

  • Attanasio D'Agostino il 02/10/2014 21:28
    un verseggio toccante...
    si legge il dolore del cuore,
    nella chiusa il messaggio al potere,
    il mio inchino
    un caro saluto Tanà

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