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A un'amica caduta dalle scale

Ahi certo la caduta fu si dura
Divenne, è vero, la caviglia scura
Ma la fortuna fu dalla sua parte:
A usbergo ebbe alfin la spazzatura.

Che se colpevole fu della caduta
Oltre che il mal in parte fu il rimedio.
La curva della scala occorrea farla;
Così toccò finanche ringraziarla!

Poi come da crisalide farfalla,
A nuova vita va rompendo il guscio,
Così per la caviglia, or senza falla,
Fu il suo tutor lasciare dietro l'uscio.

Chiusa dentro di lui come a Fort Knox,
Sei settimane come da consulto,
Libera si sentì con le sue Crocs.

Pronta era già, e senza alcuno smacco,
A scarpe estive, anche con il tacco;
Ma freddo e pioggia arrivavano alle cosce.
E non restò che metter le calosce!

Poi finalmente con la buona stagione,
Venne anche il giorno della Liberazione.
La primavera si fece così bella,
Che scarpe di cristallo mise cinderella!

 

l'autore Glauco Ballantini ha riportato queste note sull'opera

Se Luigia Pallavicini caduta da cavallo ha meritato un ode, potrà ben meritarla Valentina caduta dalle scale... eppoi lei è guarita.


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1 commenti:

  • Nicola Lo Conte il 15/10/2014 21:54
    Davvero carina e scorrevole...
    e proprio come una favola si conclude...

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