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Sesto quadrante

L'Uno ricade sgocciolando
come onomatopeico mio sorgere lento
e la mia pelle è ora
un rivestimento non mio.
È un fruscio inopportuno
che si rivela scintilla viva e fresca,
ma da questo solo Quadrante Sesto
il pavimento ha un aspetto,
Uno solo,
Spento.

Dall'alto L'Urlo ricade come un getto
ininterrotto,
ed è l'istante in cui ricordo
che hai sfiorato la mia mente
senza Bagnarla.

Vedo scorrer anche sul vetro,
il verme nella calda Terra,
che è nutrimento essenziale
per Nomade passo.

C'è stato poi qualcosa trasparente più dell'acqua
che ha interrotto lo sgorgar libero
del Bruciar innescato un Ieri.

Log a, è Grido di minuta fine,
e non l'estrema sua esistenza ci accomuna,
ma l'inevitabile coscienza
nell'autodistruzione.

Il bussar fasullo irrompe
come fosse il mio Assassino,
ed in questa marea
è chiaro il mancato respiro.
Mentre attendo la morte
Divengo il punto che arriva.
ma nella forma che ora assumo,
sono, io,
Qualcuno?
Mi esprimo:

Sesto luogo è il Piccolo Tutto
dalla minuta statura
dell'Universo Fermo.

Purtroppo si sta Concentrati,
ma simili alla vita;
ed il mio fumo è ora
Fuoco Spento.

Ritento:
Date me un fiammifero,
ne bisogno...

M'accendo.

 

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1 recensioni:

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  • Antonino R. Giuffrè il 15/10/2014 17:01
    ... beh c'è un certo taglio filosofico che la rende interessante. L'importante è accendersi... senza bruciarsi troppo...
    Bella.

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