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La scure del miraggio

Un giorno, un povero artista fu investito d'un miraggio,
Il colpo fu assai brutale che si risollevò a stento.
Sembrava timido, eppure, con un abuso di coraggio,
Guardò in faccia l'avvenire, e in lui decapitò il tempo.
Decapitò in lui il tempo e impalò i desideri;
Funeste imitazioni di una vita precedente.
Su ogni lacrima dolente egli innestò dei cimiteri:
Perché vivessero in oblio, perché morissero in presente.
L'insonnia di quel miraggio addormentò il ciel'oscuro,
E con la scure della luce nel sonno lo decapitò;
Soccorse il povero artista con un amor imperituro
E, nel abisso salvatore con esso si precipitò.
Un giorno, un povero artista fu investito d'un miraggio;
D'un'utopia che una Dea convertì in realtà.
Non poté reggere alla gioia e in una crisi di coraggio;
Morì al seno del suo sogno, e nella sua Eternità.

 

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