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Incontri inediti di verginità profanate dal dolore

Dalla gioiosa danza dei primi fiocchi di neve
alla bufera
il passo del tormento è stato breve a venire

preso dallo schiantarsi dei miei giorni cipresso

non ho avvertito negli anni delle ricorrenze il vento artico che soffiava a raffiche nella Tua anima

eppur mi sarebbe bastato aprir gli occhi nella natura che gemeva intorno a me in preavvisi d'inverno

improvvisamente trasformato
in un bianco paesaggio

la mia testa
non ha più storia

non sono più il ricordo di alcuna parola

né sentiero di colore

il corpo
del Tuo dolore

sovrasta il mio immobilizzandolo in una notte di pallida luna

di me
restano soltanto
silenziose verginità

offerte

al tranciante gelido delle Tue labbra
e
alla slavina dei Tuoi fianchi muti

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 23/10/2014 07:41
    Il dolore? Fredde intemperie abbattute sul cuore!
    La sequela poetica? La maestria di un poeta attento alla sofferenza in sublimi accostamenti... metaforizzati con stile.

1 commenti:

  • karen tognini il 23/10/2014 06:59
    Meravigliosa... un ricordo che gela l'anima...
    il corpo
    del Tuo dolore

    sovrasta il mio immobilizzandolo in una notte di pallida luna

    di me
    restano soltanto
    silenziose verginità

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