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Gravoso Calice

Riecheggia e rimbalza
la mano dolente
nell'unico appiglio
trasformatosi in Vino.
T'imbratti e ti sporchi
dovunque tu passi,
un capovolto rigiro
per veder che nascondi.
Quel tuo giardino è stanco
di vomitar del Verde,
e l'eterno passa tant'è
che mai ammazza
il carnefice tuo;

Presente

Garofano dall'ego confuso,
ti sbianchi se pari assottigliarti,
ma la serratura è scattata
e sei rimasto lì intrappolato.
Guardi di traverso e chiara è
la Gonna Rossa che per te si spalanca
attraverso un'infinita sequela:
manca lo sgorgar vero,
ma un uomo s'accinge a sputar
veleno senza curar del luogo,
e così io vedo cader il Sassolino
ed un palmo fiero che si erge

all'orizzonte.

Ho cercato nelle mie tasche assenti
ed esse son comparse come allucinazione:
ho potuto coglier un pesante Magone
che di magico ebbe
la caduta che mai nulla distrusse
per raggiunger il centro terrestre.

Mezz'aria sfiora l'ipotermia
mentre l'arto estremo si dilunga
sino all'osso fiacco
che di morte è ignaro.

Vermiglio vivo ma lontano
come falso vino mai versato
alla mensa del

Sanguinario

Gravoso Calice
s'infiamma,
mai

Cede

 

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1 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 24/10/2014 07:25
    Un corpo come calice.. e il dover trasformare infiammandolo il sangue in vino...

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