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L'umiltà servizievole di un sorriso eterno

Il vento della mia mano
donò pretesto
alle nubi dei nostri cuori
di rincorrersi
e
di svelare
l'intimo cielo danzante nei nostri corpi


i Tuoi occhi

come buie stelle
non vollero risplendere di gioia al mio cantare

per non ferire la luna
e
le iridi più profonde che soggiacciono nella notte

si nascosero

le eternità del Tuo sorriso non sono nate da un raggio di sole
ma dall'aver attraversato a passi lenti
in cortesia
un tempio di lacrime infinite

ed esserne uscita
umilmente

senza farti notare

da una porta di servizio

 

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1 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 29/10/2014 20:17
    Versi eterni ed immarcescibili e che non possono essere attaccati dalla ruggine... Grande Vi stupenda e sublime
  • Luca il 29/10/2014 14:15
    L'amore, formato da due cuori che si rincorrono e si immergono nel cielo della vita <3
  • Rocco Michele LETTINI il 29/10/2014 07:41
    L'uscire per una porta di servizio senza farsi notare è l'atto di chi vuol nascondere la sua sofferenza... il suo pianto... il suo calvario... Metaforicamente encomiabile...

1 commenti:

  • Verbena il 29/10/2014 17:20
    Mi aggrego alle parole di Rocco con i miei più vivi complimenti.

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