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Oggi ne la Città dei morti

A lo sguardo mio attonito
du' tombe de rimpetto
se mostran,
una co' n'angelo de marmo nero
e lo nome illustre
in oro inciso;
l'altra co' na croce de legno
ormai marcio
e senza nome;
ne la prima tanti fiori
e parenti buffoni,
ne la seconda
impronte de scarpe impunite
e senza fiori o lumin
che voglia.
Eppure li Due interessati,
in uno de li tanti Cieli,
cantano e ballano
a braccetto
la danza de l'Eterna Eguaglianza.

 

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5 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Michele Prenna il 15/12/2014 13:09
    La scelta del romanesco rende più umanamente commovente questa riflessione poetica. Apprezzata!
  • Vincenzo Capitanucci il 02/11/2014 15:37
    a braccetto di quella eterna eguaglianza che non avevano saputo trovare su terra.
  • Rocco Michele LETTINI il 02/11/2014 15:08

5 commenti:


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