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La conquista

Volto tuo leggiadro mentre lo miro
pe' lietezza sublime ch'io ne provo
lo core mio prenne lo volo
e como augell se posa a lo petto tuo;

sfregandomi lo arpiglio tiro
ma cilecca l'organo pumpante tosto
che nun se capezza e a tera cade morto
finché na gocia da n'ocio tuo nun prenne lo miro;

e lo ravviva palpitante novo
allor lo tuo prenne e lo fa suo
e du' cori in uno al fin trovo.

Invidia è 'l guardar de gente 'gnota
che nun sape lo patir meo provato
pe' tal si faticosa conquista.

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 04/11/2014 14:54
    Una terzina di chiusa che sa di verta' in sonetto straordinariamente forgiato...
  • Luca il 04/11/2014 13:46
    L'attrazione, uno dei tanti bellissimi misteri <3

3 commenti:

  • sergio il 21/02/2016 08:15
    vedo nel poema l'anno 1300. Bravissimo
  • Alessandro il 04/11/2014 23:35
    Uno scorcio romantico con un pizzico di cavalleresco. È un piacere tornare a leggerti.
  • Vincenzo Capitanucci il 04/11/2014 15:14
    Un sonetto in illustrazione Peynet.. Bravissimo Don..

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