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La Sorti

La vita atru non è ci no' 'na scena;
lu munnu tiatru e ssimu nui l'attori.
Shta ci la parti faci a malapena
e ci la faci totta cu lu cori.

Ma, gira e vvota è ssempri 'na catena,
percé 'nu quartu sgobba cu sutori;
l'atri tre quarti no' ni tennu lena
e no' si sparti suezzu lu dulori.

L'attori, quannu sbaglia, no' l'ammetti
cú pó pariri all'atri ca è cchiù forti,
ma, propriu quannu menu ti lu 'spietti,

s'è già 'rrinnutu ti fronti alla morti.
Nui simu sulamenti mariunetti
e ci manovra tuttu èti la Sorti.


Traduzione:

La Sorte

La vita altro non è se non una scena;
il mondo teatro e siamo noi gli attori.
C'è chi la parte fa a malapena
e chi la fa tutta col cuore.

Ma, gira e volta è sempre una catena,
perché un quarto sgobba con sudore;
gli altri tre quarti non ne hanno lena
e non si divide uguale il dolore.

L'attore, quando sbaglia, non l'ammette
per poter sembrar agli altri ch'è più forte,
ma, proprio quando meno te l'aspetti,

s'è già arreso di fronte alla morte.
Noi siamo solamente marionette
e chi manovra tutto è la Sorte.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 25/11/2014 14:32
    Apprezzata anche questa, la filosofia é quella del sentire comune che in genere non é stolta, e spesso si richiama anzi alla saggezza popolare, e la composizione é ottima, un saluto.
  • Giuseppe Vita il 25/11/2014 07:39
    È un sonetto in vernacolo sanvitese (alto salentino) con relativa traduzione e con schema: ABAB/ABAB, CDC/DCD. Mette in evidenza la boria e la vanità dell'uomo paragonandolo ad un attore che recita la parte assegnatagli, in quanto lui non ha alcuna possibilità di comportarsi come vuole, perché è la Sorte che lo manovra.

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