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I trenini elettrici

Transiti armonici
di vagoni bambini la veste portano
sulla scia di marzapane
di esili rotaie,
miniature avide di cartesiana riproduzione,
dell'indomito sferragliare,
che intinto e monarca giace e si compie
nell'incomprimibile tavolozza della realtà.
Il viaggio non è che la liturgia
di un gioco che di nomi sempre nuovi
è sorridente, fors'anche irridente mendicante;
bacia i confini complici del plastico
il fendere soave pur se eterodiretto
eppur ingovernabile della piccola locomotiva,
tra il rivelarsi di stazioni di plastica
e montagne partorite dal cartone,
oh se quei modellini potessero addestrarsi a parlare,
l'essenza fresca e matura
d'ogni peregrinare saprebbero rivelare.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 26/11/2014 21:58
    Ci sono poesie che vanno lette più volte e poi rilette prima di afferrarne pienamente il senso. Sono come i grandi quadri del miglior Rinascimento che non riesci a coglierne mai tutti le sfumature. Bella Cristiano questa allegoria della vita! I trenini elettrici e la loro duplice funzione di oggetto e di rappresentazione di un'epoca della vita, importante e spensierata. Bellissimi i versi :
    Il viaggio non è che la liturgia
    di un gioco che di nomi sempre nuovi-
    Molto intensa piaciutissima amico
  • Rocco Michele LETTINI il 26/11/2014 17:24
    Eh quanto vorrei ritornar a giocar... Un verseggio che ci rivede bambini... Eccezionale Cristiano

1 commenti:


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