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L'ultimo sole di Vercingetorige

Per le
polverose
strade della
Città sua
eterna nemica
tra ali
di folla
ubriache
in un osceno
delirio
urlanti
di odio
trascina
Il suo
corpo
di ceppi
prigioniero
alza gli
occhi, per
un attimo,
al cielo
e poi
incrocia,
lui sconfitto
ma mai vinto,
lo sguardo
di Cesare
in trionfo
e gli sembra
di vedere
delle nere
dietro
il trionfatore,
proprio
mentre
quell'assurdo
sole giustiziere
lo acceca
con i
suoi bagliori
Di morte

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 14/12/2014 18:37
    Una ricostruzione poetica degli ultimi istanti di vita del "barbaro Vercingetorige" ai quali il "sommo Cesare" assiste, gustandosi il trionfo. Versi originali e molto riflessivi... Apprezzati.
  • Rocco Michele LETTINI il 09/12/2014 06:25
    Un verseggio di riflessione e... di eloquenza. Nessuno mai avrà vinto dopo un conflitto sanguinario...

1 commenti:

  • Ellebi il 09/12/2014 02:40
    Apprezzata questa poesia. Descrive il "barbaro" sconfitto mentre assiste in ceppi al trionfo di Cesare e nello stesso tempo intravede la sua vendetta. Pietà e rivincita, complimenti e saluti.

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