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La bottiglia non vincerà più

Uditemi,
labbra lacerate
che d'ancestrali bestemmie
e imprecazioni scomposte al vivere
sempre ebbero
l'assassino tremore;
più non v'inventerò culla,
di ruscelli falsi e sghignazzanti,
di impietoso nettare,
che a camaleonte s'erse,
di vino e liquori.
Se lei ebbe a dileguarsi un tempo,
nelle nebbie delle mie incertezze,
s'altro non mi lasciò,
che la teoria velenosa,
degli errori che commisi
senz'avvedermene nè ammetterli,
non sia ciò anch'il carcere,
dei miei respiri ancor fecondi,
e d'anelito a risorger madidi.
Attendetemi,
in voi implorante s'incunea,
il rigurgito violentato
d'un concerto di ossa in subbuglio,
ch'alle unghie vuol sottrarsi,
d'un'indiavolata cirrosi;
voi ch'attorno al tavolo sedete,
il mio stesso nome non avete,
ma bevuto lo so avete
dell'inganno della mia stessa storia,
a fruscio le nostre parole s'intreccino
perchè più non ci sorprenda indifesi,
ciò che condividemmo ignari,
quell'avvilente fascismo,
che nome porta di alcoolismo.

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 13/12/2014 20:17
    Intenso... acuto verseggio. La quotidianità malata in versi reali...
  • silvia leuzzi il 13/12/2014 17:47
    MAMMA MIA CRISTIANO! bellissima lirica, costruita con tutti i santi crismi della poesia aulica italiana, con dei contenuti tutt'altro che aulici ma terreni, battuti e lacerati. Bellissima te lo ridico ahahha ciao amico

2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 14/12/2014 03:31
    è una terribile schiavitù, che sta facendosi largo sempre di più fra i giovani, bravo
  • cristiano comelli il 13/12/2014 23:17
    Grazie mille. So di alcune persone che, purtroppo, hanno affidato all'alcool i loro malesseri illudendosi di poterli annegare in esso. Questa mia proposta è dedicata a chi ce l'ha fatta e soprattutto a chi non ce l'ha fatta. E ai ragazzi che frequentano i locali perchè dell'alcool usino con moderazione; bere una birra ci sta, lo faccio anch'io, rovinarsi la vita con gli eccessi di bevute proprio no.

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