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Patrizia Maffeo

Proverò ad essere sincero dentro di me e il pensiero mi porta a te.
Ancora vicini, dopo tante cose avvenute e già passate.
Troppe volte il destino ci ha separato ma sempre sei come allora.
Rimani sempre tu, la mia piccola sorellina bionda.
Insieme, ci siamo stretti le mani e andavamo all'oratorio, andavamo e
Zitti zitti, con il cuore in gola, predavamo i sacchettini.
Insieme, all'asilo, insieme a scuola, insieme nelle scelte.
Anche se la nera signora ci ha portato via il nostro mondo.
Mamma non c'è più, papà l'ha raggiunta.
Anche la nostra casa, nel viale non è più nostra.
Forza sorellina, prendimi la mano, mamma ci guarda.
Forza sorellina, che dentro siamo rimasti sempre i due biondi bimbi.
È sempre rimasta lì, guarda, ci segue ancora con lo sguardo.
Ora siamo arrivati, mamma, siamo al sicuro, siamo nell'asilo

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Sabrina C. P. il 17/02/2015 19:28
    un amore grande che ti rende diverso da chi non sa cosa vuol dire avere dei fratelli
  • Anonimo il 24/12/2014 12:32
    Il dolore si rinnova sempre, ma tace nella vicinanza. Sincero e spontaneo, bravo!

3 commenti:

  • Breus il 27/02/2015 16:45
    Ugo Mastrogiovanni il 15/05/2011 09:23

    Già il titolo fa di questo acrostico un modulo caratteristico, molto privato e confidenziale. È familiare l'inizio del primo verso: "Proverò ad essere sincero";. sebbene quel "Proverò" sembrerebbe alquanto dubitativo; forse Patrizia ha qualche incertezza sulla lealtà del fratello? Il dubbio scompare con quel "ancora vicini... piccola sorellina bionda". Una testimonianza fermamente affettuosa; se avesse omesso l'aggettivo, il valore del significato sarebbe diminuito, ma il fratello sottolinea "bionda". Era fiero di quei capelli biondi Osvaldo, tanto più perché erano della "sorellina". "Insieme all'oratorio, all'asilo, a scuola", lo specchio dei suoi anni migliori, indelebili, sigillati da vincoli di sangue. E da questo punto la componente emotiva si afferma gradualmente. L'intensità del ritmo sale, si fa soffocante, commovente: ecco all'improvviso comparire papà e mamma, una presenza ancora forte e sentita, significato di legame eterno fra i due fratelli. La scena si fa ancora più intensa e toccante quando l'autore accenna alla sua casa, lì dove sono nati, lì dove aveva disegnato il suo mondo: "la casa non è più nostra". Un dolore che vuole condividere con la sorella: oltre ai cari genitori hanno perso la casa, parte di loro stessi non c'è più. La poesia tocca il momento di maggiore drammaticità con gli ultimi quattro versi. Il poeta si trasfigura, ritorna bambino, vede la mamma che li segue, li guarda, attenta come sempre: una liricità da stretta al cuore, un acrostico esclusivo, fuori dal comune, di eccezionale valore.
  • Emiliano Francesconi il 27/12/2014 15:47
    Tenerae delicata, intrisa d'immenso amore!!!!
  • Breus il 24/12/2014 12:09
    Mano nella mano. Sempre insieme, Sorellina, in questo mondo.

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