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Spengo le luci

Arriverà quel giorno,
arriverà ne sono certo

e lascerò socchiuse le finestre
ed il portone sarà aperto.

Si spargerà come un odore,
leccando i muri delle stanza

pur se non farà rumore
io capirò la sua presenza.

Raccoglierò tutti i ricordi
dentro una ciotola d'argento

li scaglierò coi miei pensieri
lasciandoli in balia del vento.

Mentre il sudore cadrà freddo
e i brividi come una scossa

raccatterò dentro un fardello
la pelle e tutte le mie ossa.

Poi le dirò senti sorella
perché per tutti è sempre uguale

capir la vita quant'è bella
solo alla fine è un po' banale.

Le porgerò lento una mano
andremo via da vecchi amici

aspetta ancora un minutino
spengo le luci.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 01/01/2015 19:13
    Versi belli e di grande efficacia.
    Percepisco una grande serenità di chi consapevolmente o non, sa che in realtà non si muore.

1 commenti:

  • Chira il 01/01/2015 18:40
    L'unica nostra certezza... sorella Morte che qui si accoglie in modo naturale, quasi sereno come un'amica attesa... Io sono solita dire che " la portiamo sempre accanto ". Argomento "misterioso" trattato con garbo e pacatezza. Bravissimo, Andrea!
    Chiara

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