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Bevo per dimenticare

Arida terra che partorisci figli
a cui non dai, né mai desti certezza
quei corpi inermi, di tutto privi, spogli
sei cosi dura che il cuor non ti si spezza

sparsi nell'acqua, cullati dalle onde
arsi dal sole, con l'unica certezza
che non vedranno quell'agognate sponde
spenta speranza che tacita li avvezza

tutti sdegnati cerchiamo una risposta
a una domanda che non facemmo mai
e la tristezza che, adesso, aleggia, resta
è malinconica e non da un senso al poi

e tutto come prima sarà tra qualche giorno
solo altre croci infisse nella terra
nulla d'altronde può vivere in eterno
la morte è uguale nell'acqua o con la guerra.

 

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 09/01/2015 08:58
    Una rabbia che si vince col bere... è la quotidianità a volerlo... e l'indifferenza ad alimentarla... ACUTO VERSEGGIO ANDREA...
  • Verbena il 09/01/2015 07:50
    Bella, intensa e profondamente malinconica la tua poesia. Vedo che ti ingegni in rime ed assonanze che mi sembrano più che bel scelte. Perché non provi a scrivere in endecasillabi esatti, con gli accenti tonici al giusto posto in modo da dare musicalità a tutta l'opera? Se vuoi ti mando lo schema di tutti i tipi di versi più usati.

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