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Il ghiro d'oro

Non sapendo
disegnare
di primo acchito
un frutto

temperò
il suo dolore di matita
nella parola
albero

aspettando
il quieto risveglio di questo legno vivo
scarabocchiò
una aiuola di ghirigori

finché
non senti sorgere nella mina della sua anima oscura

l'alba
bizzarra

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

rifugiandosi nella parola albero..


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3 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • cristiano comelli il 09/01/2015 21:12
    Siamo tutti matite, carissimo Vincenzino, che a forza di produrre disegni di inquietudine riescono a dare forma all'illusione della felicità. L'importante è non nascondere mai la matita che regna in noi per il timore che qualcuno possa toglierle la punta. Un abbraccio.
  • Ezio Grieco il 09/01/2015 11:46
    eh si, da una semplice parola, il vero "poeta" estrapola una deliziosa "poesia"
    .. che te devo dì, vincè?
    cl
  • Rocco Michele LETTINI il 09/01/2015 09:00
    È il poeta che mancava... il mio entusiasmo di ritornare a leggere la poesia d'autore... FELICE GIORNATA VINCENZO
  • andrea il 09/01/2015 08:17
    per quanto bizzarra possa essere una poesia se scritta come questa con il cuore è solamente poesia, complimenti

3 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 09/01/2015 11:26
    Poesia scritta con perizia impeccabile, come sempre.
  • Nicola Saracino il 09/01/2015 09:02
    Vincenzo, sono metafore stupende e fioriscono di albero in fiore, in frutto...
  • Verbena il 09/01/2015 07:46
    Vincenzo mi complimento assai per il tuo pensiero poetico che spazia dal profondo all'immenso con una semplicità disarmante. Bravissimo!

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