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Ma ci sei lo stesso, soprattutto al risveglio

È una magia che si fa con due dita,
con gli occhi puntati un po' all'esterno
e le gambe messe a croce.
Ascoltando il sapore di idee ormai estinte,
senza parlare quasi, mentre fuori
c'è un cielo che non promette ancora niente di buono
e la pace promessa chiusa dentro una botola troppo stretta.
Conviene aspettare.
Perché la paura di perdere quel bel risvolto biondo
può farti dimenticare quanto è stato difficile
mettere insieme quei quattro stracci,
rischiando ogni giorno di rovinare all'indietro,
su quei pezzi rotti di bottiglia che
avevi sistemato con cura sopra il muro. Per farti compagnia,
perché il sole delle due le faceva brillare come conchiglie
e tu non hai mai saputo resistere al richiamo delle onde,
specialmente quando vibrano all'impazzata,
facendo tutto quel clamore sugli scogli. Osceni proprio.
Oltre la ridicola barriera che ti ripara dagli avidi
e dagli inventori di storie troppo semplici da raccontare,
c'è forse persino qualcos'altro;
un attimo di esitazione mal compreso,
un corvo che è rimasto a mezz'aria col becco storto,
un diadema appeso a un filo,
una via di scampo che non hai mai
saputo da che parte immaginare.
E magari fosse a forma d'artiglio. Non saremmo ancora qua,
a spartirci le briciole, sperando che l'amore
diventi leggero come l'aria e poi faccia il giro largo,
ci confonda gli occhi e li lasci scivolare giù, a sfiorare la sorte.

Anche se poi c'è sempre di mezzo il seme
che non ha avuto il tempo di prendere forma,
e la fame che arriva all'improvviso,
proprio quando il languore si fa più torvo,
a volte anche di sera, con tutti quei cani
che gridano ragioni che nessuno è più disposto ad ascoltare.
Una faccenda strana, sdraiata di fianco a prendere sale,
con la gentilezza che ha lasciato posto
a qualcos'altro, e tu che continui a ripetere
che mi verrai a prendere domani.
Davvero non parti più adesso?
Dev'essere un gesto poco gentile,
come quel tuo prendere spazio senza preavviso,
e poi dissolverti piano piano, con un sorriso
pieno di te invece dell'ombra.
Ma ci sei lo stesso, soprattutto al risveglio;
e vorresti che quel fuoco fosse un po' più distante,
a bruciare intenzioni e immagini da qualche altra parte.
Lo farò subito, se proprio non riesci a sopportare
la compagnia di quella tua sorella fragile,
m'inventerò un foglio morbido
e poi te lo porterò in dono. Per farti impazzire di dolore.

 

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