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L'altra metà di me ha il viso di una eterna bambina

Dal silenzio nacque un pensiero

dopo essersi guardato intorno
ed essendo un indagatore nato
decise
per conoscersi meglio di separarsi in un mondo dai due specchi

di luce e ombra
materia e spirito
anima e corpo
donna e uomo

incuriositi e attratti
dalle loro concrete astrazioni

simili ed opposte

iniziarono ad attorcigliarsi gli uni agli altri come serpenti predatori

ma il pensiero scoprendo l'altro lato di se stesso perse il suo veleno divenendo sentimento
e
ben presto travolto dall'emozione di così tanta bellezza lasciò il passo a un indissolubile insostituibile amore

Amandosi
tornarono ad essere un unico uno

e
per troppo insostenibile peso sprofondarono di nuovo nel tempio del silenzio

Lì io ti ritrovo
generosa pura fantasiosa e onesta

L'altra metà di me
segregata in una taverna stellata di vini

ha il viso di una eterna rubiconda bambina

 

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2 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 19/01/2015 17:44
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua meravigliosa davvero!
  • andrea il 18/01/2015 21:48
    per scrivere delle belle poesie ci vogliono degli ottimi poeti e credo in tutta onestà tu lo sia, sarà quella metà di te che ha il viso di bambina,è un 'opera stupenda!
  • roberto caterina il 18/01/2015 21:34
    E'molto filosofica e allo stesso tempo innocente, come dice Rocco... si perde volutamente negli umori di una taverna stellata di vini...
  • Rocco Michele LETTINI il 18/01/2015 17:37
    QUANTA INNOCENZA NEI TUOI VERSI... FELICE SETTIMANA
  • cristiano comelli il 18/01/2015 12:18
    C'è molto di filosofico in questa poesia e pertanto occorre un approccio meditato e molto attento, soprattutto silente. Dunque, parli di due volti del pensiero e mi vengono in mente un po' di cose. Da un lato, il pensiero sente come la necessità di darsi una verifica di reggibilità rispetto al mondo a cui si va a proporre, da qui la sua esigenza di sdoppiarsi. Come dire, il pensiero che parte dal soggetto sente la necessità di oggettivarsi per analizzarsi nel modo più compiuto possibile. E questa è unaforma di onestà del pensiero stesso e di chi lo ha generato. Non credo si possa considerare l'altro lato del pensiero come veleno da cui spogliarsi, da questo punto di vista, ma invece come una sua necessità di capire in che modo possa donarsi, per contenuto e forma, cosa che può fare soltanto analizzandosi nella sua oggettività, mettendosi di fronte nudamente a se stesso senza paura e senza nascondersi. Così facendo, riesce a mettere a nudo sia i suoi punti di forza sia quelli di debolezza non dimenticando mai che un pensiero non è qualcosa di monolitico ma risulta continuamente ridefinibile anche dopo pochissimi secondi in cui lo si è elaborato. Cosa che taluni filosofi non capirono. O forse il monolitismo è una forma di autoprotezione che induce a lasciare lì un pensiero nella presunzione che non possa essere arricchito, modificato, magari anche abbandonato se lo si ritiene ormai inadeguato e superato? Nella tua poesia vi è poi, mi pare, l'idea del pensiero che ritorna a sè, ecco, mi dà molto l'idea della circolarità hegeliana di tesi antitesi e sintesi, prima elaboro un pensiero, poi lo metto di fronte a me oggettivandolo e così, avendolo analizzato in tutte le sue sfumature e con la massima onestà, lo faccio ritornare a me (ma lasciandolo anche al mondo) come un pensiero maturo e consapevole. Non proseguo per non tediarti oltre ma ci sarebbero altre suggestioni che promanano dalla tua poesia. Come sempre, complimenti e a presto.

2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 19/01/2015 04:03
    sempre belle le tue cap
  • anna marinelli il 18/01/2015 07:53
    meravigliosa, alcuni passaggi sono rubini splendenti di verità dolce e dolorosa.. ti sei denudato e ci hai mostrato la parte di te che altri avrebbero tenuto nelle "Segrete" più segrete, a vita. Tu ti rinnovo ogni giorno con la tua poesia e alimenti l'eterna bambina rubiconda e bella.

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