accedi   |   crea nuovo account

Attese

Sedetti al tavolo e attesi primavera
ma lei non venne,
e
furono soltanto
lunghi inverni.
Di ghiaccio e neve giornate lastricate
e il freddo fu percossa alle mie carni,
ebbi paura.

E fu il terrore a infondermi il coraggio
mi alzai sorretto da gambe di speranza
e partii coperto dal calore della fede,
l'avrei trovata.

Furono giorni all'apparenza eterni
lungo un cammino che parse senza fine,
stanche le membra e debole il pensiero
che mille volte inciampai alla brama
di resa.

Fu tutto un attimo, esausto mi poggiai
sulle ginocchia e chiusi gli occhi
pensando che oramai
fosse la fine.

Ma lieve brezza sferzò sulla mia pelle
e una fragranza sparse nell'aria odori
conosciuti.

Alzai le palpebre e un prillo di farfalle
al mite sole gironzolava allegro,
mi rialzai felice e accarezzai la primavera.

 

1
0 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Rocco Michele LETTINI il 19/01/2015 07:30
    Una speranza divenuta realtà dopo tanti inverni... Che gioia ritrovarsi in una primavera di sorrisi...
  • Vincenzo Capitanucci il 19/01/2015 06:58
    l'attesa ci proietta sempre in un non presente.. e quando esausti sentiamo la fine vicina... spesso ecco... improvvisa... la primavera dell'anima spuntare.. molto bella Andre..

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0