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Lo sfavillare di Trieste

Or che su te la bora spira
incandescente a tratti ad altri più mansueta
d'incanto in te immergiamoci Trieste
rifulgente come purissima cometa.
Alta adriatica di fiera vocazione,
dal rio Ospo congiunta ad istriana mano,
il tuo basaltico saluto sventolando va,
dal carsico altopiano.
Ancella di dilagante romanità,
creatura bizantina che poi fu franca,
la voce intonsa della tua libertà,
mai si scorse prostrata e stanca;
sovrano si erse il tuo anelito
di fiera matrona irredentista
sedotta dall'italico respiro
cucire volesti la tua libera tela
fuor dal gioco dell'austroungarica ragnatela.
Di quel momento urla la memoria,
tre nomi scolpiti sul volto della storia,
Parisi, Sussia e Zecchia,
il cui sangue innocente sparso,
divenir possa almeno poesia.
Daga di granito fosti
candida Tergeste
contro l'empito folle del nazismo,
la risiera di san Sabba, conca di vigliaccheria assassina,
e serbando la memoria celestiale,
dei settantuno trucidati di Opicina.
La tua autonomia cantò non men divina,
contro l'invasione jugoslavo titina.
Suona ancor appassionata la campana di san Giusto,
l'arco di Riccardo orfico scintilla,
palazzo Leo e del Tergesteo s'offron bagliore,
come lo sguardo d'un primo amore,
caffè san Marco scalpita di libri mai uguali,
ritrovo fresco e brulicante d'intellettuali.
Da Sant'Antonio Taumaturgo a maria Madre
di cui si staglia ancestrale il tempio
di fulgor divino e cristiano
sei testimonianza ed esempio.
Letterarietà accecante,
del Saba il verseggiare lussureggia,
dello Svevo la prosa spumeggia,
e pur canzoni di straordinaria trama e intrigo,
che dalla penna germogliarono,
del grande Sergio Endrigo.
Orgoglio di calcio che fu anche gloria,
avvolto in sgargianti colori alabardati,
Nereo Rocco hai scolpito nella storia,
"Paron" di fasti calcistici mai dimenticati.
Tergeste sbarazzina e appassionata,
in diletto ti ostendi
al celebrarsi della regata Barcolana,
e della poliedrica sportiva Bavisela.
Triesste,
autentica pepita,
d'un'Italia che ribolle di speranza e vita.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 19/01/2015 19:38
    Imparo la geografia attraverso i tuoi mirabili versi... Hai dimenticato il Nostro pupillo Nereo Rocco però... in quanto milanista... FELICE SERATA

2 commenti:

  • cristiano comelli il 19/01/2015 20:41
    Rocco, guarda che il tuo omonimo di cognome è citato, credo al verso quarantanove. Ti pare che potevo dimenticarmi del Paron? Ciao.
  • Fabio Mancini il 19/01/2015 20:34
    Per essere una dedica in poesia è un po' lunga, ma è ben scritta. Si nota la cultura e lo stile classicheggiante molto bello e gradevole. Ciao, Fabio.

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