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Estasi di Rovigo

Là,
dove Rezzinella e Valdentro giocosi guizzano,
e l'Adige baloccandosi va,
in fantasie incomprimibili di verde,
ecco, Rovigo,
come infante fiera e spumeggiante emergi,
a offrirsi pronta all'abbraccio,
d'ogni mortal ma pur curiosa generazione.
Sì,
fierezza rodigina,
grande ti scorgesti e di sempiterna dimensione,
poi che resistenza avesti in petto,
alle unghie dell'ungara invasione.
E forte brillasti oltre ogni velenosa morte,
quando l'acque ti vollero
gemente di prostrazione,
ma non riuscirono a reciderti il respiro,
pur umiliando il Polesine,
con la vigliacca, incontenibile alluvione.
Rovigo agricola matrona
e robusta onda di industrial vitalità,
lo sguardo a te di deferenza
di flettersi non mancherà
tra le seduzioni di palazzo Campanari e Roverella.
e il fascino di torre Donà,
la preghiera tua l'anime riscalda,
tra Santo Stefano e il cuore immacolato di Maria.
E pur s'allarga a scrigno per ricordi
la tua Accademia dei Concordi
il tuo passo sicuro si scorgerà e mai stanco,
come il lieto scorrere del tuo Cavalbianco.
Rovigo
la tua beltà estasiante ribolle
tra il delta del Po e Porto Tolle.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 22/01/2015 18:50
    ALTRO ADORABILE CENTRO... IN VERSI STUPENDI...

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