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Anima e core

L'anima mia ferita, volge lo sguardo ad un fiore,
di colore acceso è, da portargli calore e amore,
Bach a suo tempo l'ammirò e in un mi minore,
con altre note l'adornò su la scala del sol maggiore;

ed in una danza fra violini e violoncelli
essa si muove leggiadra e non sente più dolore,
da saper affrontare tutti i bei monticelli,
e quando in cima ormai è, però non sente più il core.

Tu la stuzzichi, e a poco a poco si riprende,
si sente in Paradiso, eppure è solo il tuo bel viso,
occhi più felici, mai prima visto aveva;

sorridendo dal corpo esce e a te prende
e sul vortico di quelle stesse note, senza preavviso
ti porta lontano e mai ti mente.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 26/01/2015 20:30
    Sonetto ch'è più di un animo... Meravigliosamente costrutto...

1 commenti:

  • andrea il 26/01/2015 20:02
    credo che la tua sia un'anima buona che non merita ferite, anzi..., saluti

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