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Una lettera

Carissimo,
Oggi la vicina ha visto la foto della Sardegna e mi ha chiesto di raccontarle di noi. Non sapevo cosa dirle, da dove cominciare. Avrei potuto raccontarle dei nostri lunghi silenzi e delle nostre letture. Avrei potuto spiegarle che non si puó definire la nostra relazione, non é adatta ad uno schema predefinito, non é facile. Avrei potuto parlare di quei discorsi densi e freschi, come la pioggia, come quelle parole che rimangono in testa dopo averle lette, come un'eco. Avrei potuto dirle che tu non sei una persona facile, avrei potuto raccontarle di quella volta che mi hai deluso, di quelle volte che mi hai fatto rinascere. Avrei potuto dirle che non sono una persona facile, avrei potuto raccontare di quella volta che ti ho fatto esasperare, di quelle volte in cui non ce la facevi piú. Avrei potuto raccontarle di quei nostri silenzi pieni nella cucina di casa mia, del profumo della pioggia sui nostri corpi, di tutte le parole e promesse, di tutte le nostre occasioni perse, di quei pomeriggi vuoti sul balcone, di quei pranzi bruciati e di quei caffé non bevuti. Avrei potuto parlarle di quella sensazione che ho prima di vederti, di quella sinceritá che fa parte di noi, che vestiamo addosso come vestiti bagnati in un giorno di neve. Avrei potuto dirle di quella sensazione di soffocamento, di paura di cocci di vetro taglienti sulle nostre schiene nei prati d'estate. Avrei potuto raccontarle di quella fragilitá tipica dei rapporti, per cui una parola, uno sguardo, un passo e tutto si rompe, come cristallo in una stanza vuota. Avrei potuto dirle che non so cosa siamo. Un pezzo di vita strappato a morsi che va e viene, torna e se ne va, come un'onda impazzita. Avrei potuto dire tante cose, ma non l'ho fatto. Perché non credo che una relazione cosí sia definibile, credo che sia un po'come il mare, lo senti, lo vivi, lo ami, a modo tuo, lo guardi, ti perdi. Eppure non lo definisci, perché ogni onda é diversa, ogni colore dentro a quell'onda é differente, ogni secondo che passa é un'altra acqua, una nuova acqua, e non puoi chiamarlo mare e basta. Perché il mare di adesso non é il mare di poi, quello di oggi non é quello di ieri. A volte fa quasi paura, sembra che ti conosca, che ti capisca, poi invece tace. Ti avvolge, ti stringe, ti fa ballare e poi ti puó uccidere.
"I don't think two people could have been happier than we have been."
Un abbraccio forte
L.

 

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 11/08/2016 10:19
    Hai sbagliato indirizzo, questa non è poesia.

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