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Siena delle favole

Arbia emerse tondeggianti labbra d'idra
Sussurri s', ergon de' tuoi ancestral confini
Siena che nomata fosti per leggenda
Del senio che figliuol di remo
Trafitto fu dal perfido camellio.
Orgoglio di ghibellin furore
Che a mantello si stese sulla: ardore
Il giorno in cui si udirono le grida
A montaperti ove la disfida
Ti vide troneggiar su guelfi fiorentini.
Siena grembo fiero di banchieri
Ignota non ti fu l'infame pestilenza
Ma effetto su di te non riversò
Di spezzare per sempre la tua essenza.
Il tempo di muta in grande lampo
Poi che il tuo palio carezzando va
Le guancia dimora un tempo di gastaldi
Di piazza del campo.
Aquila tattica
Bruco e leocorno
Di atavica disfida son colori
Che inobliato rendono quel giorno
In cui regali equini in grande corsa
Al mondo ti donano risorsa.
Sventola maestosa e mai lontana
Lo scintillio della tua balzana
E la torre del mangia fa l'inchino
Allo sguardo di ogni cittadino.
E or attende l'ebbrezza
Di tavola sgargiante e imbandita
Ove spumeggiano intonsi GL'aromi
Di poco e ribollita
E scorre a guisa di divin ruscello
Il nettare sereno
Del Chianti e del brunello

 

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3 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 19/02/2015 12:52
    UNA DOLCE FAVOLA DI UNA INVITANTE CITTA'... STUPENDA CRISTIANO...
  • Nicola Lo Conte il 17/02/2015 09:15
    Opere di questo tipo trasportano il lettore fuori dal tempo, mostrandogli immagini iridescenti che si rincorrono a formare un affresco di rara bellezza.
  • Vincenzo Capitanucci il 16/02/2015 17:29
    Essere seduti in un bar di piazza del Campo specialmente verso sera..è essere in un altro mondo. .. e scorre a guisa di divin ruscello
    Il nettare sereno
    Del Chianti e del brunello...

3 commenti:


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