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Cabochon e spigoli

Ho giurato di non cedere
All'inedia lenta
Agli affabili fischi di chi pensa
Le sue musiche
Le sue poesie debbano essere
Pietre ben levigate
Nell'intimità
Tagliate a cabochon
Lasciando fuori
Le lacrime

Non schegge
Ma angoli vivi
Portano nutrimento
Alla luce che attraversa mite
I laghi di collina
Non pianto disperso
Ma sogni che aggiustano l'intonazione
Ricordano il canto grigio
A forma di nube che
Attende l'irragionevole desio d'amore

Così il Vostro riflesso
È un giusto cielo
Incontra diamanti e palazzi
E in un eccesso
Ama gli spigoli infelici
Della vita.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 27/02/2015 13:00
    Un inno alla vita in versi eccezionalmente forgiati...
    Che il vivo viva... Lieta giornata Roberto.

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