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Da: I Veleni dell'Animo

Sento crescere un poco l'affanno
nel cuore rotto dall'ansia. Mi abbandono
al fascino innato che emana il mio corpo sfregiato
dai marchi del nulla..
L'insonnia si piega al volere dispotico
dell'ultima dose che impone il riposo
leteo consumato dai ragazzi votati al segreto sfacelo
che detta le posture impossibili del sonno indotto
che vietre la dolcdezza di un letto pronto
a ospitare le membra distese
dalla magia del narcotico.
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Nel cielo risplende la geometria serena
delle stelle che dettano l'oroscopo
a chi scruta il futuro con l'occhio
magico degli indovini. Il vento bisbiglia
fra le foglie che danzano al ritmo
della brezza. Chino sull'eccesso spinto
al limite, è mite il soffio che penetra
le vene.

 

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2 recensioni:

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  • Paolo Villani il 11/03/2015 09:16
    Cupa lirica, non è un atto di accusa diretto contro la droga ma descrive molto bene il mondo di chi ne fa uso.
  • Alessandro il 05/03/2015 19:23
    Veleni moderni che ci demoliscono pian piano, la cura è l'amor proprio, è il divertimento sano. Certo, ogni tanto un bicchiere me lo faccio anch'io.

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