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Orazione alla luna

Oh luna che stai per brillare,
stanotte svelami un po' della sua bellezza,
in sogno fammi spiar un'altra volta il suo splendore,
com'era allora,
quando Lui era qui,
che della sua divina figura io mi riempivo gli occhi
senza che Lui se ne avvedesse.
Oh luna maestosa,
che contornata da stelle risalti regina del cielo,
ti prego,
stanotte fammi dono del suo dolce suono,
fa che oda la sua profonda voce,
portatami in favore dalla lieve brezza settembrina,
proprio come all'epoca,
quando Lui era con me,
che di quella piacevole melodia mi riempivo l'anima,
senza che lui lo intuisse.
Oh luna,
Luna ti supplico,
oggi alla prima alba,
prima che il tuo amante sole splenda in cielo,
fammi, almeno per un ultima volta,
riviver quella recrudescenza,
ritrovar quel suo immenso sguardo,
quei suoi occhi privi di fondo,
che farebbero rabbrividir chiunque,
com'era ieri,
o meglio nel ricordo di ieri,
quando Lui c'era,
che di quelle gemme amate,
io colmavo il mio universo
e mi ci perdevo dentro.
Si dice che gli occhi son lo specchio dell'anima,
non potrebbe esser più vero,
oh come son belli i suoi occhi,
luna, luna cara,
non sai quanto mi duole il saper che non potrò vederli più.
Così, mia amica luna,
non mi resta che rivolgermi a te,
ti scongiuro,
sì a me complice,
almeno per questa notte,
e fammi ritrovare,
seppur per poco,
tutto quello che ho perduto,
a causa dell'ingiusto destino.

 

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