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Il primo volo di un piccione quasi umano

Era nato su una mensola metallica di un tubo di aerazione condominiale
freneticamente dal suo metro quadro guardava il vuoto da un quarto piano
con disperazione

aveva fame e non aveva più sonno
muoveva il capo come te e come me in ogni direzione per scovare dalla sua cova alcova

l'ala di una via d'uscita al suo momentaneo smarrimento di depressione

Dio
e
i suoi genitori l'avevano apparentemente abbandonato per costringerlo a questo

primo volo

 

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4 recensioni:

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  • Verbena il 11/04/2015 22:38
    Il primo mio libro di poesia ha titolo "Il piccione viaggiatore" e la tua poesia me lo ha ravvivato in cuore. Molto molto carina, mi par di vedere la testolina che guarda di qua e di là disperatamente. . All'occhio del poeta nulla sfugge e si veste di poesia.
  • francesco contardi il 11/04/2015 18:04
    Veramente bella Vincenzo e molto riflessiva. Bravo come sempre
  • Don Pompeo Mongiello il 11/04/2015 16:47
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua eccezionale davvero!
  • roberto caterina il 11/04/2015 08:55
    Bella questa costrizione al primo volo cittadino in un'area dove non sempre si è amati, ma si è diventati fin troppo umani...

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