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Come Penelope

E ruppe il vetro
di quella ermetica finestra
l'inconsueta folata
intrisa di ghiaccio e grandine.

Nulla parve più come prima.

Seduta alla sua scrivania
volse lo sguardo altrove:
troppi i cocci di quella sua immobile,
perduta vita.

Nulla le resta oltre il ricordo.

E quella tela..
che attende l'inatteso,
amore sospeso,
che non riesce a tornare.

Nulla la potrà consolare.

Non le rose fiorite
Non le labbra ardite.
Ma nel silente giardino segreto,
dentro l'oscuro pozzo,
tornerà un giorno
a riflettere il cielo.

 

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1 commenti:

  • ignazio de michele il 23/09/2015 17:45
    molto bella, estensoriamente discettanto, questa fotografia storico-moderna... articolata nel modo giusto sì da formare una ottima Poesia... complimenti.
    ciao

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