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Sommerso Paradiso

È gelida nottata, tutto è ghiaccio,
nell'anima la brina non si scioglie;
rami in cuore spezzati e senza foglie,
svuotata di pensieri cupi e taccio.

Vorrei sentirmi al caldo nel tuo abbraccio,
nel tepore ma un brivido mi coglie
e mi serpeggia in seno e mi raccoglie,
tra le soffici piume dove giaccio.

Come se avessi il mondo tra le braccia,
percorro mari, monti e verdi valli
lontana da quel fatto che mi agghiaccia.

Il raggio dell'argentea luna traccia,
tra castani, di noci i verdi malli,
la strada dell'amor che il male scaccia.

La mano sotto il mento mi alza gli occhi,
mi fa vedere il regno degli sciocchi
vetusto e ormai lasciato.

 

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3 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 20/04/2015 07:41
    SONETTO CORREDATO MERAVIGLIOSAMENTE... LIETA SETTIMANA VER...
  • Don Pompeo Mongiello il 19/04/2015 10:06
    Un sonetto bellissimo in chiave moderna, da meritare il mio plauso tutto.
  • Vincenzo Capitanucci il 19/04/2015 06:39
    un brivido mi coglie.. mi serpeggia in seno e mi raccoglie. c'è tutto il risveglio della Kundalini.. ed il mito del serpente alato.. sublime. ..

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