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Cap I L'eterno femminino (pronuncia Cap-one )

Come Dalì
venne a Gala

il nostro amore terrestre è così surreale e così ricco di problematiche interne da bruciare in subitanei cambiamenti d'umori i nettari di vini così duramente conquistati

come se fosse il colpevole vizioso di tutti i mali del mondo

- tanto d'aver fatto scrivere Nadja a André Breton
i dolori del giovane Werther e l'Urfaust a Johann Wolfgang von Goethe
ed
i fratelli Karamazov a a Fëdor Michajlovic Dostoevskij -

da divenire

un Codice
d'Avviamento
Postale

Intergalattico

trascinato
su una slitta redenta da quattro genetiche renne

in un tempesta di neve

Una gioia
d'infinito

celata

nella resina degli abeti natalizi

mi chiede

chi sono

quale personaggio vive in me

e
perché continuo a scrivere lacerando le mie notti con insonnie d'amore sempre più profonde

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

( o come da lì venne a galla e questo non si seppe mai )


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4 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 23/04/2015 18:55
    Un serto dovuto e sincero per questa tua eccelsa davvero!
  • Verbena il 22/04/2015 01:26
    Pur necessario il preambolo è meno straordinario di tutti i versi che lo seguono. Davvero eccezionale il tuo talento nel descrivere pensieri, emozioni, sensazioni.
  • roberto caterina il 21/04/2015 09:42
    Un collage di parole surreali per una lettera non spedita pur conoscendo benissimo il cap...
  • Rocco Michele LETTINI il 21/04/2015 08:48
    Un verseggio che lascia riflettere per il suo diligente forgiato...

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