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Traslazione dell'essere divino in una stella di carne

Oh
candide labbra

in un notte senza fine
mi catturasti gli occhi

e
vidi
l'alternarsi dei giorni e delle mie notti

nelle farfalle arrembanti sugli scogli di Poseidone

lamponi
e
frutti di flussi

maree di abissi

zampilli e fossi

in fontane di vetro
ci consumammo le mani
per accendere nel cielo una stella

finché la Tua luna
per vincere i miei spettri

chiamò in soccorso ombre di ninfee e folletti dai boschi

e
ne colse una di carne negli abissi del mare e la mise in una spiga di grano

 

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2 recensioni:

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  • Verbena il 26/04/2015 03:05
    Una atmosfera magica creata ad arte da parole scandite con i battiti di un cuore che ama e che vorrebbe luce.
  • Rocco Michele LETTINI il 25/04/2015 12:36
    UNA FAVOLA DA SOGNO IN STRAORDINARI_CREATIVI VERSI... MIRABILMENTE PIACEVOLE VINCE'...

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