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Non è molto diverso

non è molto diverso il mondo da come l'hai lasciato
quando l'accelerazione delle cose pareva non far pensare
neanche guardarci intorno e negli occhi tuoi i miei
ora sono anni madre che sei al sonno che non smuove
in alterne vicende gli uomini scontentano i più
i deboli quelli destinati a maggior penitenza
le vicende nostre familiari non mutano il loro corso
io ho gli anni del distacco dal lavoro industriale
manchevole sempre la forza di fissare un istante
costringere il tempo a lasciare fissi i giorni di ornamento

eppur vagolando con i miei passi mattutini
al cielo sommesso di un giorno di questo aprile
una luce nuova di foglie leggere in alto
invade i piccoli viali e le aiuole del parco racchiusi
con la città chiassosa che straniata corre
luce che scende e sfiora colorando
di pace nel cuore di chi sta mirando
è la veste nuova dei tigli che stanno cinguettando
l'amore della natura che sta abbracciando
mistero della vita che consola
forza per i nostri sogni rilanciando
di questo madre oggi ti volevo dire
con la mano che dall'aldilà ci teniamo
di una luce nuova di foglie leggere in alto

 

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1 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 26/04/2015 04:08
    Bellissima Piero.. un po' ostica da leggere .. ma è meravigliosa perla.. . ..

1 commenti:

  • Chira il 25/04/2015 19:28
    Punteggiatura completamente assente ma è troppo bella! Ho voluto rileggerla, mettendo le "mie pause" che erano anche le tue, ma bisognava cercarle, ed è risultata magnifica. Un parlare tenero con la mamma, come se fosse ancora qui... vi tenete per mano ancora e tu le racconti...
    Chiara

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