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Confessione

Al finir della sua vita giunto
dinanzi una tomba da tempo
abbandonata, solo sterpaglie
una foto grigia stinta scolorita,
con la mente a capo basso lì
diceva: lo so mamma non son
stato un figlio buono che sei
morta in un ospizio vecchia
sola abbandonata, viltà oggi
e codardia ancor fanno per
la vile decisione sofferenza
e compagnia, no non il senno
avevi perduto ma l'avevo
perduto io. A ricordar pesa
il rimorso? Sì ma è un peso
lieve troppo, quale è giusta
punizione e la condanna giusta?
Dell'amor tuo mamma in vita
quel fuoco ardente a me donato,
il finir mio giunto, or eterno fuoco sia
a tormentar le carni mie nell'Inferno!

 

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4 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 16/05/2015 12:37
    Il contenuto è eccezionale e condivido i commenti e recensioni tutte, ma non v'è musicalità, poeticità vera e propria, seppur ripeto lascia capire il lenire di un cuore che soffre.
  • Verbena il 15/05/2015 20:10
    Parole intense, piene di pentimento, piene d'amore. Sono la condizione della Misericordia di Dio. Queste situazioni sono frequentissime e non sempre è la cattiva volontà a prendere drastiche decisioni. Il mondo di oggi è molto diverso dal passato, quando i nonni morivano nelle loro case, circondate dai figli. Oggi manca il tempo, mancano gli spazi, spesso mancano i soldi per le cure adeguate. La poesia è dolcissima e rimedia a tutte le carezze non date.
  • Rocco Michele LETTINI il 15/05/2015 09:14
    Un verseggio sofferto e... sentito. Lieta giornata.

4 commenti:

  • antonina il 16/05/2015 08:20
    Bellissima poesia, quanta sofferenza! Spesso sono le circostanze che ci costringono a fare scelte che con il cuore sarebbero state diverse. Complimenti!
  • Stanislao Mounlisky il 16/05/2015 07:55
    Non importa sapere se questa poesia è autobiografica o invenzione poetica... Il messaggio è forte, come il tormento...
  • Ugo Mastrogiovanni il 15/05/2015 09:51
    Un tema che commuove, ti fa fare un mea culpa, snidare momenti tristi -penso a mio fratello- ma ci sono situazioni in cui ne va anche della propria vita e bisogna scegliere quale salvare. M'immedesimo e vorrei tanto che non fosse capitato a nessuno. La poesia è esemplare: esatta nel linguaggio, nella sintesi per niente riduttiva in un argomento così complesso, per i frequenti respiri del verso, per l'interesse che suscita dal primo all'ultimo termine e per la rara eleganza dell'insieme.
  • Vincenzo Capitanucci il 15/05/2015 09:41
    dolore... rimorsi... per una situazione difficilissima da affrontare.. la perdita del senno di una persona cara .. un dolore così forte che per nasconderlo ha anche trascurato di visitare la tomba.. ma ancora nelle carni brucia.. come un vero inferno.. molto bella. Giuseppe..

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