accedi   |   crea nuovo account

Jaiole

Quanto fa male quando mi guardi
Con la testa così, fra le sbarre,
non so dire, fratello, la paura,
la mia paura è la tua paura...
al canto di sole e di luna

negli occhi fuoco di deserto,
fra gli artigli erba di prateria,
e rive di sangue nel naso,
nelle orecchie fruscio di giungla
e chiuso il piacere del creato...

Oggi con testa ho rotto prigione,
gode rivoluzione il mio essere.
Urlerà a cielo aperto la paura,
così tutti i compagni sapranno
che la tua paura è la loro paura.

 

1
1 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Vincenzo Capitanucci il 16/05/2015 15:30
    molto bella Len.. oggi con la testa ho rotto prigione.. da leggere in modo letterale se parliamo di un gorilla chiuso in una gabbia.. o metaforico se parliamo di un essere umano.. perché la sua testa era la sua prigione... quella sua testa che ha pensato di mettere un gorilla o qualsiasi altro animale in un gabbia.. forse farei meglio di fare una ricerca su Jaiole. ma in una assonanza francese mi suona come carceriere..
  • Rocco Michele LETTINI il 16/05/2015 15:05
    Un intenso poetar sentito dall'autore in acute strofe che prendono l'attento lettore... Lieto fine settimana

1 commenti:

  • antonina il 17/05/2015 13:41
    Ho pensato anch'io agli animali in gabbia privi di libertà, quella libertà fatta di sole, di praterie, di folta vegetazione, dal loro habitat naturale. Un guardiano che finalmente ha aperto la gabbia vincendo la paura.. bellissima.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0