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Se oggi sono un Astrolabio è perché da piccolo volevo essere un Nostromo

Quando le dissi che il mondo era la nostra pelle
rimase interdetta

ma pur essendo turbata non si lasciò accarezzare la Papuasia della sua Nuova Guinea

così non potei estrarre il lattice dall'albero felice della sua gomma

Non servì a niente spiegarle che era il sole della ragione
approfittando del buio della nostra anima

a cancellare l'essenza pneumatica che circola liberamente unendo con un filo sottile gli esseri a tutte le cose

mi rispose che l'anima era la sua
e
che del suo respiro ne faceva frontiera e bacio di quel che voleva

lei ebbe tutto ed io rimasi con un niente

così andando però piangeva
di aver sempre perso qualcosa in un angolo rimasto freddo al suo diluviante volere

ed io mi chinavo
raccoglievo le nostre lacrime fuorviate e le portavo con labbra di brina gelata

a fuoco d'astro

In un giorno di bel tempo però
indossò una festosa gonna a fiori

ed io
a misura del suo cuore

fui investito dal profumo di un fiore

 

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 18/06/2015 14:01
    I giochi degli alti e bassi in te sono maestria. Complimenti sinceri!
  • Rocco Michele LETTINI il 18/06/2015 08:38
    Essere investito dal profumo di un fiore... è effuso benefico per il cuore... è amorevole eterno... Meravigliosamente poetica...

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