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Pazzia

Giorni che sgretola
nel buio
aspettano la notte
a ripensare nei sogni
Li avvolge
arrotolandosi
in una pellicola
sottile che piange
i lunghi inverni
appesantiti da paure
senza amarsi neanche
un pò, come dovrebbe
per non sparire
da quelle stranezze
di quell'essere che è
vuota soltanto
con dentro
amari futuri

 

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1 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • antonina il 30/06/2015 12:39
    Quanto dolore può sentire ogni singolo individuo classificato folle che cerca nella sofferenza di costruire una migliore immagine di sé,"In me l'anima c'era della meretrice/ della santa della sanguinaria e dell'ipocrita./ Molti
    diedero al mio modo di vivere un nome/ e fui soltanto una isterica" (Alda Merini, da La gazza
    ladra - venti ritratti).
    Così ha scritto la poetessa Alda Merini che ha vissuto il disagio psichico, il manicomio. Essere folli ha significato esser definiti da
    altri, esser giudicati e classificati, e non aver più diritto di giudicare a propria volta. Antonina
  • Don Pompeo Mongiello il 20/06/2015 11:47
    Un serto floreale per questa tua straordinaria!
  • Rocco Michele LETTINI il 20/06/2015 00:55
    LA NOTTE? UN SUSSEGUIRSI DI SOGNI! È IL DIVERSO SENSO DE LA VITA... ESPPRESSIVAMENTE POESIA...

1 commenti:

  • Anonimo il 30/06/2015 11:31
    Perdere il senno e peggio ancora è avere a che fare con chi ha solo "momenti" di pazzia: un'immensa fatica, dove il dialogo non ha più senso di esistere, dove incontri solo muri di gomma che ti avvelenano la vita. Versi umanamente dolorosi e tutti compresi, purtroppo.
    Chiara

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