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Servilia

Lo scoprii in autunno,
quando, furiose, si muovono le foglie
il vento le molesta, un nuovo seme,
germogliato in me

Che ne sarà di te,
Frutto del mio ventre,
quando capiranno che non sei
simbolo di matrimonio

Pranzo di cani e di lupi.
E io gemerò, udendo
il lamento di carne
per le bestie brute

Mai vedrò il tuo corpo lacerato
Meglio vivere inchinata
scalza e inginocchiata
tra le ceneri

E tu sarai condottiero, re.
Si aprirà la grande strada degli allori
E gli dei stessi verranno
a chiederti udienza.

E l'empio che mi prese
gemerà d'invidia,
vedendo la mia felicità
con te, Frutto del nostro tradimento

Ma mai svelerò il suo nome
ne a te, ne ad altri
troppo poco l'odio
per l'amore che ci lega

Ma se tu vorrai,
Figlio mio,
forse un giorno,
ci rivedremo a Filippi

 

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